Efficacia delle comunicazioni Radio in Mare

La radio VHF è l’apparato principe al quale affidare la nostra ed altrui sicurezza in mare. 

La sua peculiarità è quella di assicurare la comunicazione a grande distanza e soprattutto di raggiungere contemporaneamente tutte le stazioni radio di terra e le Imbarcazioni/Navi presenti nell’area di copertura del segnale radio.
Questo fa una grande differenza rispetto alle comunicazioni via telefonino cellulare che, oltre ad avere una portata di poche miglia dalla costa e, così come i telefoni satellitari, raggiungono un solo utente alla volta.
Per intenderci, se abbiamo necessitò di un aiuto, saranno proprio le unità che ci sono vicine a poterci raggiungere velocemente e quindi finalizzare il soccorso, questo vale sia sottocosta che in alto mare!
Per fare qualche numero, la comunicazione radio fra due imbarcazioni a vela con alberi alti 16 metri e le rispettive antenne VHF in testa d’albero, comunicano fra di loro ad una distanza fino a 20/24 miglia.

La stessa imbarcazione raggiunge una nave che la l’antenna posizionata a 50 metri d’altezza ad oltre 30 miglia di distanza.
Grazie all’olografia del nostro Paese le antenne delle nostre stazioni costiere sono istallate sui rilievi più alti, tanto da garantire una portata media fino a 70 miglia, come ben si può vedere dall’immagine.

Per quanto possa sembrare semplice, le comunicazioni radio marittime devono essere fatte secondo un preciso protocollo, questo sia per non disturbare le comunicazioni altrui, ma soprattutto per finalizzare le richiesta di soccorso ed evitare sanzioni che possono avere anche effetti penali (procurato allarme).
Purtroppo, per impreparazione o per noncuranza, la maggior parte dei diportisti naviga con l’apparato spento, disattendendo alla norma che obbliga a fare ascolto sul canale 16 di soccorso ed ignorando protocolli e potenzialità del sistema.
Questa realtà trova origine dal fatto che in Italia si ottiene il patentino di radiotelefonista (RTF) semplicemente pagando un bollettino postale di € 0,75 lasciando intendere che non sia necessaria alcuna competenza specifica.
Nella maggior parte del mondo, per utilizzare un apparato VHF per il diporto (anche portatile e senza DSC- vedi il documento del Ministero belga) vige l’obbligo di conseguire un certificato GMDSS-SRC sostenendo un apposito esame, il cui programma è stabilito dal CEPT, organo internazionale per le comunicazioni. Ecco perché un certificato GMDSS-SRC ha valenza mondiale, a prescindere dal Paese che lo ha rilasciato e dalla nazionalità di chi lo ha conseguito.


Le nozioni che obbligatoriamente si dovrebbero avere per un corretto ed efficacie utilizzo di un apparato VHF sono molteplici e di facile apprendimento in quanto sono solo di natura procedurale e scevre da contenuti tecnici.
La diffusione di queste nozioni dovrebbe coinvolgere non solo chi al comando o patentato, ma anche mogli ed amici che portiamo in barca come ospiti. In caso di necessità chi conduce l’imbarcazione o provvede a ripristinare un’avaria potrebbe non essere contemporaneamente in grado di parlare alla radio.
In commercio vi sono diversi libri sull’argomento ed anche corsi on-line.
Attualmente l’orientamento più diffuso per la sua semplicità è quello dei corsi on-line o in aula del RYA/MCA inglese, che provvede anche all’esame e conseguente rilascio del certificato GMDSS-SRC.


http://www.universomare.it/rya/

Tralasciando gli apparati MF/HF, costosi e non facilmente installabili a bordo di un’imbarcazione da diporto, vale la pena di precisare alcune cose su EPIRB e PLB che sono entrambi radio-Boe di soccorso con copertura mondiale.

L’EPIRB è obbligatorio per la navigazione oltre le 50 miglia dalla costa e non può essere sostituito dal PLB che è uno strumento personale.

Poiché entrambi vengono mantenuti spenti ed attivati solo in caso di emergenza, il ricevitore di posizione GPS, se presente, non è attivo (tranne alcuni particolari apparati). Quando vengono accesi passano 10-15 minuti prima che venga acquisita una posizione valida, tempo tanto più lungo quanto più ci si è spostati dall’ultima acquisizione GPS.

Se l’EPIRB è sprovvisto di GPS, il tempo di determinazione della posizione è superiore all’ora.

Una volta acquisita una richiesta di soccorso completa, in relazione al fatto che circa il 96% dei Distress inviati dagli EPIRB sono falsi, gli organi preposti attivano la macchina dei soccorsi solo dopo aver avuto la certezza che si tratti di una reale emergenza.

Con queste considerazioni ben si comprende che i sistemi satellitari sono sicuramente indispensabili se navighiamo in alto mare, inutili se necessitiamo di un soccorso immediato, ad esempio se stiamo andando sugli scogli.